IL MALE DI SAN DONATO
II.1 Il male tra magia e superstizione Attualmente è molto più difficile vedere persone in preda a crisi epilettiche girovagare per chiese in cerca di soluzioni e di grazie. Ora la cura è spesso ormonale e medica poiché la scienza, con la medicina attuale, si viene gradualmente sostituendo alla idealità di un ipotetico tarantismo, mettendo a disposizione moltissime soluzioni.
Il maggiore isolamento culturale, che produceva ed incoraggiava questi fenomeni popolari, ha sostanzialmente reso piùomogenea ed arcaica questa cultura.
Le persone afflitte da crisi epilettiche, crisi isteriche, che si manifestavano quasi quotidianamente e talvolta più volte al giorno, erano tantissime e la comparsa dei primi sintomi veniva spesso imputata a possessione spirituale, a una sorta di malefici influssi riconducibili, secondo la credenza popolare, ai morsi di insetti a cui si
era caduti vittime, a colpe, peccati, oppure imputata alla cosiddetta fascinazione.
Una condizione psichica di impedimento e di inibizione, al tempo stesso un senso di dominazione, un essere agito da una forza altrettanto potente quanto occulta, che lascia senza margine l’autonomia della persona, la sua capacità di decisione e di scelta, le pervade.

Estratto dalla Tesi di laurea di Maria Anna Nolè

Vedi le immagini della presentazione della tesi della dott.ssa Nolè:

di Gianni Petrelli
La presenza dei Francescani in Ripacandida, oltre ad aver regalato un bellissimo ciclo pittorico, con i pregevoli affreschi della chiesa di San Donato, ha fatto in modo di far giungere a noi un patrimonio botanico unico nella zona. L'attuale villa comunale, il vecchio giardino dei frati, ha meravigliosi percorsi serpeggianti, luoghi appartati per meglio riconciliarsi con la natura e, soprattutto, una serie di alberi secolari che testimoniano l'attenzione e la cura per l'ambiente che avevano i frati, nostri benefattori. Mi auguro che l'attuale intervento, a cura del Comune, abbia come finalità non solo il miglioramento della pavimentazione ma, soprattutto la conservazione di questo patrimonio, unico nella zona.

Relazione del prof. Nicola Tricarico: L'Eden di Ripacandida

Il calendario del 2008

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